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Rotary Youth Exchanges: una grande opportunità e sfida per i giovani

Lo scambio giovani del Rotary (RYE) è solo una delle grandi opportunità che la nostra associazione mette a disposizione per creare connessioni di medio-lungo termine tra ragazzi di varie nazionalità, con lo scopo di realizzare integrazione ed internazionalizzazione.

Partecipare allo scambio giovani, inoltre, non è solo una grande opportunità per i ragazzi che arricchiscono in questo modo il loro bagaglio culturale già prima di iniziare i loro percorsi universitari e professionali, ma mette in gioco anche le famiglia ospitanti che si trovano ad affrontare una grande novità, quella di ospitare un giovane di altra nazionalità e di diventarne, in questo modo, per un determinato periodo di tempo un vero e proprio tutor, mettendo a sua disposizione le sue competenze ed il proprio nucleo familiare.

Gli studenti che ne prendono parte hanno l’opportunità di sprigionare tutto il loro vero potenziale così come il Rotary, da sempre, cerca d’insegnare: I giovani hanno la possibilità, attraverso il RYE di sviluppare le doti di leadership che porteranno con loro nel corso del prosieguo della vita; imparare una nuova lingua e nuove culture, facendosi promotori di pace; allacciare nuove amicizie che potranno divenire durature con altri giovani di tutto il mondo. 

Così come affermato nel sito del Rotary International dedicato allo YE: “ospitare i giovani studenti provenienti da un altro Paese è non solo un’esperienza gratificante per l’intera famiglia, ma anche un modo per viaggiare senza uscire dalle pareti di casa. La famiglia ospite offre vitto e alloggio allo studente straniero, lo accoglie nella quotidianità della vita familiare e lo coinvolge in varie attività culturali. Tutte le famiglie ospitanti sono sottoposte ad un processo selettivo e ricevono un orientamento.”

Insieme al RYLA, il RYE è sicuramente una delle iniziative più interessanti che il Rotary mette a disposizione dei più giovani per accrescere i propri valori e le proprie qualità umane e di leadership etica.

Di seguito, potrete leggere il pezzo dei nostri consoci Maurizio e Lucilla Sica che hanno aderito entusiasticamente a questo progetto ed hanno desiderato condividere sul nostro sito e con tutti i rotariani la loro esperienza.

Carissimi amici rotariani,

vogliamo raccontarvi l’esperienza vissuta come famiglia che ha ospitato diversi ragazzi nell’ambito del programma Rotary Youth Exchange (RYE) della ROTARY INTERNATIONAL che da tempo consente lo scambio tra  i giovani di tutti i paesi del mondo.

La maggior parte di Voi sicuramente conosce il programma RYE, rivolto ai giovani dai 15 ai 18 anni di età, che prevede due tipologie di scambi quello breve (short exchange program) di 5/6 settimane e quello lungo (long-term exchange program) di un anno. Mentre il primo si svolge durante le vacanze estive l’altro consente di frequentare un intero anno scolastico all’estero come previsto dalla normativa vigente in Italia per il penultimo (IV) anno di Liceo.

La famiglia che è interessata allo scambio, rotariana e non, sponsorizzata in entrambi i casi da un club Rotary e dal suo Distretto, può accedere al programma dando la propria disponibilità ad ospitare i ragazzi stranieri  per l’intero periodo di permanenza del figlio all’estero .

La procedura RYE offre la garanzia oltre della famiglia ospitante, selezionata dal Rotary, anche della nomina di un tutor del club come referente sul posto per i ragazzi.

Nel caso delle 5/6 settimane lo scambio è diretto tra le famiglie abbinate (vado in Germania e ospiterò al mio rientro in Italia il ragazzo tedesco che mi ha ospitato), nel caso invece di quello annuale lo scambio non è mai diretto ma è una ruota (vado in Canada e ospito il Giappone)

Nel compilare la domanda si possono esprimere delle preferenze sulla destinazione ma quest’ultima viene sempre definita dal RYE in base a criteri prestabiliti ed alle preferenze ricevute per il nostro paese (fortunatamente il nostro è un paese molto ambito).

Questi sono i presupposti e le garanzie che da genitori ci avevano persuaso nella scelta del programma per cui, dopo averlo visionato, studiato ed averne parlato con i nostri due figli, animati da grande entusiasmo familiare abbiamo avviato la procedura per uno scambio breve di un mese circa (pensavamo noi da ingenui genitori) per il nostro primo figlio all’epoca 15enne.

Avevamo ipotizzato l’Europa come unica possibile soluzione alla nostra apertura familiare (e mentale) considerata la giovane età di nostro figlio e le nostre limitate capacità di resistenza al distacco figliare, ci sembrava la soluzione migliore, circoscritta in un’orbita conosciuta e raggiungibile facilmente in poche ore di volo, in quello spirito di abnegazione protezionistica di radicati genitori partenopei.

Arrivata finalmente la telefonata della delegata RYE, che ci informava che lo scambio poteva avvenire con il Portogallo e quindi in Europa, ci sentivamo rincuorati e non registravamo quasi l’alternativa :”..oppure in Sud America con il Brasile” .

Così, mentre noi, ancorati alle nostre certezze, ipotizzavamo come unica possibilità il vicino Portogallo e presentavamo ai ragazzi durante un pranzo le meraviglie di questo paese di grandi viaggiatori e di cavalieri templari, all’unisono i nostri figli invocavano il Brasile come meta d’interesse e di curiosità, lasciandoci sgomenti e impreparati ad affrontare una separazione oltreoceano.

Dopo un paio di notti insonni abbiamo compreso di non essere pronti a questa nuova esperienza ma poi abbiamo anche capito che non partivamo noi ma loro e che i nostri figli erano pronti.

Lo spirito del progetto RYE era transitato in loro molto più velocemente e avevano colto quello che a noi era sfuggito la vera finalità dello scambio la conoscenza della diversità e quindi la loro decisione andava rispettata.

Consapevoli che aprendo questa porta, difficilmente potevamo richiuderla, e che anche il nostro secondo figlio l’anno seguente avrebbe seguito a ruota il primo, rassegnati e increduli la porta l’abbiamo aperta.

Ad oggi la porta è ancora aperta dopo due scambi brevi dei nostri ragazzi con il Brasile (anni 2015 e 2016) abbiamo ricambiato l’ospitalità a due ragazzi brasiliani Breno (2015) e Gabriel (2016) che ci hanno regalato la musicalità della loro lingua, il sorriso e l’allegria di una cultura latina straordinaria. Siamo passati così allo scambio lungo (quello di un intero anno scolastico) nostro figlio oggi è negli USA e noi dopo Braam, proveniente dal Sud Africa, raffinato chef, che ci ha deliziato con i suoi piatti sudafricani, adesso viviamo l’esperienza di relazionarci con una figlia femmina, Sofia, Argentina, tra l’altro una scrittrice, amante della fotografia, che frequenta il liceo Genovesi e che ha trovato nelle radici della nostra cultura classica la sua vocazione.

Ma non è finita qua, la porta non si chiude, a fine agosto parte ovviamente anche il nostro secondo figlio per un intero anno scolastico (come volevasi dimostrare) stimolato dai continui ospiti e amici degli ospiti di tutto il mondo (Messico, Canada, Australia) che sono sfilati all’interno delle nostre mura domestiche (dove la porta è sempre aperta ma non fa mai freddo).

Noi, invece, che intanto siamo rimasti a casa e che grazie alle moderne tecnologie possiamo raggiungere i nostri figli ovunque e seguire i loro stati d’animo ormai con serenità, meno increduli e questa volta finalmente pronti a continuare quest’avventura, seduti sul nostro divano di casa, passiamo le serate sorseggiando il Matè argentino o il Thererè brasiliano o gustando il Gelato al Sale sudafricano (e non oso immaginare cosa altro ci aspetta). E restiamo, così, affascinati da questi piccoli ambasciatori della loro terra che con la semplicità dei giovani e con l’entusiasmo degli anni più belli raccontano, chi sono, da dove vengono e sono tutti portatori nelle loro esternazioni della finalità del progetto cioè quello di contribuire a realizzare, nella conoscenza e nel rispetto delle altre culture, sotto la bandiera della Rotary International, la pace nel mondo.

Maurizio e Lucilla Sica