Ci sono serate che appartengono al calendario di un Club.
E ce ne sono altre che, invece, finiscono per appartenere alla sua storia.
La conviviale del Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo dedicata al progetto “Seconda Chance” tenutasi a Pozzuoli presso la Pizzeria Ammaccàmm il 21 settembre 2026 è stata una di queste.
Una serata nella quale il Club ha ritrovato, con particolare intensità, il significato più autentico del proprio essere comunità: riconoscere il valore delle persone, dare forma concreta al servizio, costruire legami e trasformare la responsabilità sociale in azione.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la presenza dell’Arch. Angelo Di Rienzo, Past District Governor del Distretto 2101 del Rotary International, che ha voluto celebrare il percorso compiuto dal Club nell’Anno Rotariano appena concluso e, insieme, imprimere un segno di continuità e di fiducia sull’anno che si apre.
Il riconoscimento di una comunità
Uno dei momenti più solenni della serata è stato il riconoscimento tributato al Presidente del Club, Alfredo Ruosi, eletto dall’Assemblea dei Soci per acclamazione.
Il Past Governor Angelo Di Rienzo gli ha conferito la nona Paul Harris Fellow, riconoscimento che ha voluto testimoniare non soltanto l’attività svolta, ma il valore umano, sociale e lo spessore personale che Alfredo ha espresso nel suo percorso rotariano e nel servizio alla comunità.
Un momento particolarmente intenso, perché una Paul Harris non rappresenta soltanto un’onorificenza individuale: quando viene conferita a chi guida un Club, diventa anche un riconoscimento della cultura di servizio che quella comunità ha saputo costruire.
E proprio questa dimensione collettiva è emersa con forza nel corso della serata.
Il riconoscimento del Past Governor ha infatti coinvolto l’intero gruppo dirigente, integrato dalla nuova consigliera Cristina Gallo, insieme al Presidente Alfredo Ruosi e ai dirigenti che hanno assunto responsabilità operative nel Club: Paolo Cesaro, Facilitatore; Federico D’Aniello, Presidente della Rotary Foundation; Mariano Paolucci, Segretario esecutivo a supporto operativo del Segretario del Club.
A tutti è stato tributato quel particolare riconoscimento che non celebra soltanto una funzione, ma la disponibilità a mettere tempo, competenze ed energie al servizio di una comunità.
Perché un Club non è mai soltanto il suo Presidente.
È una squadra.
E quando una squadra viene riconosciuta nel suo insieme, il riconoscimento acquista un significato ancora più profondo.
Angelo Di Rienzo, da Governatore a Socio onorario
La serata ha assunto poi un ulteriore significato simbolico.
Il Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo ha conferito ad Angelo Di Rienzo la nomina a Socio onorario del Club per l’Anno Rotariano 2026/2027.
Una scelta nata dalla volontà di riconoscere il servizio reso al Rotary e al Distretto 2101 durante la guida dell’Anno Rotariano 2025/2026, l’impegno costante nella diffusione dei valori rotariani e, soprattutto, il rapporto di stima e amicizia costruito con il nostro Club.
Di Rienzo ha accettato la nomina con particolare partecipazione.
In quel gesto si è compiuto qualcosa che va oltre una formalità associativa: il rapporto tra un Governatore e un Club si è trasformato in appartenenza reciproca.
È uno dei modi più belli attraverso i quali il Rotary riesce a costruire continuità: non soltanto attraverso gli incarichi, ma attraverso le relazioni umane che gli incarichi contribuiscono a generare.
Carmela Ianniello: il servizio come vocazione
Altro momento di grande intensità è stato il conferimento della nomina a Socio onorario del Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo – A.R. 2026/2027 alla Dott.ssa Carmela Ianniello, già Direttrice dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli.
Un riconoscimento che nasce dalla volontà di rendere onore a una carriera interamente dedicata ai minori in difficoltà e alle loro famiglie, e al contributo offerto alla costruzione di percorsi di recupero e inclusione.
Un riconoscimento, dunque, che non poteva trovare collocazione più significativa di una serata dedicata a Seconda Chance.
A Carmela Ianniello il distintivo è stato apposto dalla Co-Prefetta Lucrezia Santaniello, in un momento particolarmente emozionante.
Perché proprio qui il senso della serata si è fatto evidente: il Rotary riconosce chi, nella propria vita professionale, ha trasformato il servizio agli altri in una responsabilità quotidiana.
Un anno di risultati che diventano patrimonio del Club
Con commozione, Angelo Di Rienzo ha poi celebrato i risultati raggiunti dal Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo.
Numeri e riconoscimenti che, letti insieme, raccontano un anno di intensa attività e soprattutto dimostrano come il servizio rotariano possa tradursi in risultati concreti.
Tra questi, spicca la contribuzione di oltre 10.000 euro alla Rotary Foundation, risultato di particolare rilievo e record nazionale.
Sono stati complessivamente celebrati:
• il conferimento della terza Paul Harris Fellow al Past President Fabrizio Borgo da parte della Rotary Foundation of Rotary International;
• l’attestato di merito a Fabrizio Borgo per le attività di servizio a favore del Rotary International e del Distretto;
• l’Award al Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo per l’Azione Professionale;
• la nona Paul Harris Fellow al Presidente Alfredo Ruosi;
• l’attestato di merito al Past President Vincenzo Barretta, per l’impatto del suo programma dedicato alla salute emotiva e comportamentale.
Sono riconoscimenti diversi tra loro, ma accomunati da un’unica parola: servizio.
E forse è proprio questa la chiave per leggerli.
Non come medaglie da esibire, ma come tracce di una responsabilità esercitata.
Seconda Chance: quando il Rotary sceglie di esserci
È in questo clima che si è inserito il progetto “Seconda Chance”, protagonista della conviviale.
Un progetto che quest’anno ha visto come tutor il nostro Socio Carmine Pianelli e come beneficiario Manuel, giovane dal passato fragile, oggi impegnato professionalmente presso la Pizzeria Ammaccàmm.
Qui il Rotary incontra la vita reale nel segno della fiducia e la storia di Manuel diventa il punto concreto dal quale interrogarsi su cosa significhi davvero parlare di inclusione, recupero e responsabilità sociale.
A dispetto di quella parte della società che tende a considerare i giovani dell’area penale minorile soltanto attraverso le categorie dello stigma, della marginalità o del fallimento, Seconda Chance compie una scelta profondamente civile: investire con fiducia nella possibilità della reintegrazione.
Questo accordo è molto più di un tirocinio.
Afferma un principio sociale di grande forza: ogni giovane merita la fiducia e la cura affinché si ricentri sul proprio futuro e la comunità deve essere capace di offrire strumenti reali per ricostruire quella vita.
E in questo senso il progetto rappresenta una delle espressioni più autentiche del Rotary: non limitarsi a parlare delle fragilità, ma entrare concretamente nel luogo in cui quelle fragilità possono trasformarsi, con fiducia e con professionalità.
Un plauso particolare va ad Alfredo Ruosi, promotore del progetto e autentico interprete, insieme a Fabrizio Borgo, di un Rotary che sceglie la responsabilità concreta verso le fragilità sociali più difficili.
E un ringraziamento speciale va a Carmine Pianelli, nel ruolo di tutor.
Perché essere tutor significa molto più che accompagnare un percorso professionale.
Significa offrire fiducia, continuità e responsabilità.
Significa esserci abbastanza a lungo perché una persona possa cominciare a credere nuovamente nelle proprie possibilità.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’Avv. Taglialatela, patron delle pizzerie Ammaccàmm e del gruppo Peperino, realtà imprenditoriali presenti nel Nord Italia, per aver messo a disposizione del progetto uno spazio concreto di lavoro e di crescita.
Perché una seconda possibilità ha bisogno di qualcuno che sia disposto ad aprire una porta.
E quella porta, in questo caso, è stata aperta attraverso il lavoro.
È un gesto imprenditoriale, certamente.
Ma è anche un gesto sociale.
Quando un’impresa sceglie di accogliere una persona proveniente da una storia difficile e di darle la possibilità di imparare, lavorare e costruire competenze, contribuisce a trasformare il concetto di inclusione in una realtà quotidiana.
Particolarmente significativa è stata anche la partecipazione degli ospiti che hanno voluto condividere con il Club questa serata, per una comunità che sa riconoscersi.
Erano presenti Francesco Schillirò, Vicepresidente Nazionale del Panathlon Italia; Lilly Chiacchio, Presidente del Rotary Club Napoli Parthenope, insieme al Past President Fausto Mosca e al Socio Francesco Sogliuzzo; Francesco Del Corso, Presidente del Rotaract Napoli Castel dell’Ovo, e Yurj Marco Mennella, Past President del Rotaract; Antonio Casella e Michele Finaldi, rispettivamente Presidente e Incoming President del Rotary Club Campi Flegrei; Gennaro Salvati e Anna Civetta, dottori commercialisti, oltre a numerosi amici e rappresentanti del mondo professionale e associativo.
La loro presenza ha dato alla serata un ulteriore significato: il Rotary è una rete, ma una rete che acquista valore quando le relazioni diventano collaborazione e quando le idee diventano azione.
Alla fine della serata rimane una sensazione precisa.
Quella di un Club che ha saputo riconoscersi.
Riconoscersi nel proprio passato, attraverso i Past President e il lavoro svolto.
Riconoscersi nel presente, attraverso una squadra dirigente che assume responsabilità.
Riconoscersi nel futuro, attraverso i giovani del Rotaract, i nuovi soci e le nuove energie.
E riconoscersi, soprattutto, in un’idea di Rotary che non è fatta soltanto di cerimonie, distintivi e incarichi, ma di persone che scelgono di mettersi al servizio di altre persone.
Questo è ciò che rende una comunità realmente forte: la capacità di ritrovarsi intorno a ciò che conta, con fiducia.
Servire.
La serata di Seconda Chance ci ha ricordato che il Rotary può essere questo: una comunità capace di vedere oltre lo stigma, oltre la fragilità, oltre la difficoltà del presente.
Una comunità capace di dire, con i fatti, che il futuro non è necessariamente la semplice continuazione del passato.
E forse è proprio questa la più alta forma di servizio: non semplicemente promettere una seconda possibilità, ma contribuire concretamente a renderla possibile.
Il Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo riparte da qui.
Con la memoria di ciò che è stato costruito, con gratitudine verso chi ha servito prima di noi, con fiducia verso chi oggi assume nuove responsabilità e con la consapevolezza che, davanti alle fragilità della nostra società, stare insieme non è soltanto un valore: è una responsabilità.
Una sola comunità.
Una sola appartenenza.
Un unico impegno: servire.
AUTRICE
Lucrezia Santaniello







