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Chiesa della Concezione al Chiatamone (detta delle Crocelle)

C. Celano, Delle notitie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli per i signori forastieri date dal canonico Carlo Celano napoletano, divise in dieci giornate, Napoli,nella stamperia di Giacomo Raillard, 1692

Chiesa della Concezione al Chiatamone (detta delle Crocelle), Giornata Quinta, pp. 87-90

In questa strada vi è una bella chiesa dedicata alla Santissima Vergine Concetta; questa viene servita dalli padri ministri dell’infermi, detti delle Crocelle, quali vi hanno una dilettevole casa. Fu questa principiata nell’anno 1607 a spese di molti devoti napoletani; fu continuata la fabrica con la limosina di dieci mila scudi data da donna Giulia delle Castella, divotissima de questi padri. Havea questa chiesa per dilettosa piazza un ampio baluardo fabricato in tempo del Duca d’Alva, che fece fino alla chiesa della Vittoria continuar la muraglia. I padri v’havevano fatto piantare alcuni olmi che davano d’estate un’ombra piacevole, in modo che ne’ giorni calorosi ed in quelli di primavera vi si vedevano quantità di carozze e di dame e di cavalieri, e sul tardi vi facevano ricreationi di cene godendo e dell’aure e del mare; hora questa delitia per la nuova fortificatione è stata tolta via. Presso di detta chiesa vi sta principiata una famosa calata dal Presidio in queste fortificationi in tempo di D. Gasparro d’Haro marchese del Carpio, ma dalla corte di Spagna fu espressamente ordinato che non si proseguisse. In questo luogo si scrive da molti antichi che vi erano alcune scaturiggini d’acque salubri che servivano per bagni, ed è probabile, essendo che dalla parte di Santa Lucia presso del lido del mare ve ne sono alcune, e sotto della muraglia, dove hora siemo, del Platamone o Chiatamone, sgorga un’acqua che nominata viene hora ferrata, ed anticamente dicevasi Lucullana, prendendo tal denominatione forse dal luogo che Lucullano dicevasi. Vien chiamata hora ferrata perché per molte osservationi fatte da’ filosofi si trova che passi per qualche miniera di ferro, e particolarmente si vede che dove sgorga ed in tutto il canale per la quale corre al mare, ancorché sia allo spesso battuto dall’acque marine, un certo colore di ruzza, ancorché un poco più rosso; facendosi la calata dal Presidio al Castel del Uovo, e scavandosi in alcune parti vi si trovorno molte zolle di ferro; quest’acqua è di gran giovamento alla salute humana, col fugare molte infermità, come da molti antichi è stato scritto, e tra’ moderni dal nostro eruditissimo Bartolomeo Maranta nelle sue Questioni Lucullane. Quello che ho io esperimentato sì è che, posto un po’ di quest’acqua nel vino, ancorché vecchio, lo rende al maggior segno razzente; inclina più al caldo che al fresco quando sgorga, né è molto spiacente al gusto. (…).