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Monte Echia

C. Celano, Notizie del bello dell’antico e del curioso della città di Napoli raccolte dal canonico Carlo Celano divise dall’autore in dieci giornate per guida e comodo de’ viaggiatori con aggiunzioni de’ più notabili miglioramenti posteriori fino al presente estratti dalla storia de’ monumenti e dalle memorie di eruditi scrittori napoletani per cura del cav. Giovanni Battista Chiarini, Napoli, Chiurazzi, 1870, volume IV, giornata V

Monte Echia, p. 542:

(…) Dicesi ancora monte d’Echia; e lasciano registrato alcuni nostri storici che questo nome l’abbia avuto da Ercole: avendosi per antica tradizione che questi essendo venuto in Italia dalle Spagne con le pecore che avea tolto a Gerione, l’avesse fatto pascere in questo luogo, e che per corruzione si dica Echia, dovendosi dire Ercole. A me questo sa di favola, non trovandosene fondamento alcuno: più mi piace quel che un altro scrive che questa voce corrottamente venga dalla parola greca Jerax che falcone significa. Dicesi ancora questo luogo Lucugliano, ma dir si dovrebbe Lucullano, perchè qui Lucullo aveva la sua abitazione, gli orti suoi e le sue delizie.

Acque Ferrate, pp. 536-537

Uscendosi dal Castello dell’Ovo, vien di rincontro il monte Echia, al quale da questo lato meridionale si ascende per un’erta, composta di nove spaziosi e ben selciati viottoli, che mena al presidio di Pizzofalcone, di che appresso diremo. Molte sorgive di acque minerali ne’ prischi tempi ed anche posteriori in questo sito perennemente osservaronsi, e che servirono, come assicurano i nostri scrittori, ad uso di bagni salutari, e di bevande profittevoli in talune specie di malattie. In oggi anche si vedono alle radici del monte giù in riva al mare sgorgare alcune vene di esse, come le solforate, di cui si è fatta parola, e le ferrate che in questo luogo scorrono abbondevoli e che assoggettate alla decomposizione chimica, danno per ogni libbra le proporzioni seguenti:
Gas acido carbonico. . . pol. cub. 41,73
Muriato di soda gr. 0 , 41
Sotto carbonato di soda 0,45
di calce 0 , 33
di magnesia 0 , 07
di ferro 0 , 27
Silice 0 , 03
Esse son limpide, di odor frizzante, di sapor acido astringente; segnano 16° sul termometro di Rèaumur, e pesano poco più dell’acqua comune.

Regia Casina del Chiatamone, p. 537:
Più innanzi, di rincontro al bello albergo detto delle Crocelle troviamo esposta al mezzodì la Real Casina del Chiatamone col vaghissimo giardino fattovi aggiungere da Re Ferdinando Primo. In essa spesso hanno albergo Reali ospiti stranieri, e talvolta nelle sere della state raccoglie la Real Famiglia, perché piacevolissima dimora si rende dopo il tramonto del sole.

Monte Echia, p. 542:

(…) Dicesi ancora monte d’Echia; e lasciano registrato alcuni nostri storici che questo nome l’abbia avuto da Ercole: avendosi per antica tradizione che questi essendo venuto in Italia dalle Spagne con le pecore che avea tolto a Gerione, l’avesse fatto pascere in questo luogo, e che per corruzione si dica Echia, dovendosi dire Ercole. A me questo sa di favola, non trovandosene fondamento alcuno: più mi piace quel che un altro scrive che questa voce corrottamente venga dalla parola greca Jerax che falcone significa. Dicesi ancora questo luogo Lucugliano, ma dir si dovrebbe Lucullano, perchè qui Lucullo aveva la sua abitazione, gli orti suoi e le sue delizie.