
La chiesa, che è dedicata alla Madre della divina grazia viene così restaurata e aperta al pubblico; cambiando la sua destinazione d’uso. Costruita agli inizi del Novecento, era ormai abbandonata dagli anni Ottanta, dalla morte del suo ultimo custode padre Tancredi. Abbandonata e ormai assalita dal degrado è stata ridonata alla città in tutta la sua bellezza.
Come spiega a “Repubblica” Marzio Grimaldi: “mi piangeva il cuore a vedere questo posto così malridotto, l’interno era messo ancora peggio, con un’incrostatura fangosa sui marmi, spessa dieci centimetri”.
Grimaldi ha risposto ad un bando della Curia di due anni fa, che concedeva in gestione alcuni suoi locali in disuso, purché fossero indirizzati a scopi culturali e sociali. Con lavori autorizzati dalle soprintendenze ai Beni architettonici e al Polo museale, che ne vincolano le salette.
Il piccolo tempio ed è tornata a splendere, diventando il luogo della tradizione libraia partenopea e luogo in cui sono ospitate le 220 pubblicazioni Grimaldi, dal 1978 a oggi. Sistemate in più formati, raccontano le aree di specializzazione della casa editrice: stampe ottocentesche, arte, storia del Regno di Napoli, vecchi cataloghi, testi rari.
Qualche anno fa nell’altra sede storica il Club si incontrò in una bella serata conviviale per commentare e discutere di un tema vivo ed attuale. Era stato pubblicato dal socio onorario Mauro Giancaspro, ora ordinario, il suo delizioso volumetto “Odore del libro”, il cui titolo da solo raccontava e diceva tutto dei libri. Si accese a margine anche un dibattito sulle tendenze di oggi e sulla innovazione dei testi, sull’e-.learning, sui testi nelle scuole e sui testi Universitari e sulla necessità/possibilità che la cultura dovesse migrare sui files telematici e sulla rete per divenire patrimonio di tutti, strumento di conoscenza democratico ed universale e non essere negata ai più. Fui sostenitore della tesi ed assertore del mondo senza carta come risorsa della modernità, di questa società. Ma allo stesso tempo e con lo stesso vigore ora come allora fui del pari sostenitore del fatto che i libri ,quelli veri, quelli descritti da Giancaspro nel suo volume, dovessero odorare e dare al lettore, come dice Franz Kafka,un soffio di vento nel cranio, non solo con la lettura ma anche attraverso le sensazione che il tatto, la vista e l’odore sprigionano.
Vedi la gallery che abbiamo ripreso dalla edizione della Repubblica che ha dedicato al nostro consocio un meritato servizio fotografico.
i libri quelli veri, tra i quali si annoverano quelli del nostro consocio Grimaldi, racconto di idee, di libertà, di storia e di profondo umanesimo che la società attuale tenta di scalzare.
Federico D’Aniello
