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Ospedale del Mare: Innovazione Tecnologica, Organizzativa e Culturale nella sanità pubblica. L’Ospedale del futuro.

Riportiamo volentieri il Report dell’incontro organizzato dal R.C  Napoli Sud-Ovest, Lunedì 3 ottobre 2016 su un tema di grande interesse per la cittadinanza napoletana e campana. Il pezzo firmato dalla loro giornalista ci è pervenuto dalla Segreteria del Club  cui abbiamo chiesto l’autorizzazione per appostarlo sul nosto sito Web ritenendo  in questo modo di poter ampliare la spendibiltà della lettura attraverso la linkabilità in rete. Ringraziamo pertanto l’Ing. Poulet che ci ha dato il suo assenso a nome del Club e dell’estensore del lavoro.

Report lunedì 3 ottobre 2016

Innovazione Tecnologica, Organizzativa e Culturale nella sanità pubblica. L’Ospedale del futuro.

Conversazione con l’ing. Ciro Verdoliva

C’era molta attesa ieri sera (3 ottobre) tra gli amici rotariani del club Napoli Sud -Ovest edi numerosi ospiti. Il tema dell’Ospedale del mare con tutto lo strascico di polemiche, interrogazioni parlamentari, tra sospensione dei lavori e dichiarazioni di prossime aperture, era uno dei più interessanti, proprio nel senso che interessa, poiché riguarda la salute pubblica, non solo della comunità napoletana ma campana. Bene, dunque,ladecisione del nostro Presidente, di voler inserire tale tema, nel contesto che gli più congeniale e che è il fil rouge del suo anno rotariano, quello dell’ innovazione tecnologica, organizzativa e culturale. Ad illustrare il tema ad un pubblico numeroso e partecipe, l’ing. Ciro Verdoliva,commissario ad acta dell’Ospedale del Mare dal 2009, nominato recentemente direttore generale del Cardarelli dalla Giunta De Luca per tentare il rilancio del nosocomio più importante del Mezzogiorno.Affascinato il pubblico presente in sala che ha risposto con un caldo applauso ad una relazione,che puntuale nei contenuti, è stata condotta in uno stile discorsivo atto ad coinvolgere anche i non addetti ai lavori,supportata da un ricco repertorio di immagini che hanno efficacemente illustrato la grandiosità del progetto e le varie fasi di avanzamento dei lavori.

D:A  quali criteri guida, si ispira l’ Ospedale del mare?

R:Quattro sono gli elementi alla base della scelte di pianificazione strategica per il progetto dell’Ospedale del Mare- dichiara l’ing . Verdoliva: -la linea ferroviaria, il Vesuvio, il paesaggio, il quartiere di Ponticelli.

La ferrovia circumvesuviana, che taglia in due il sito, è un’infrastruttura di portata territoriale: insieme alla rete stradale primaria, garantirà al complesso ospedaliero collegamenti vitali e grande accessibilità, che ne caratterizzeranno la specificità di servizio sanitario dedicato all’emergenza-urgenza; Il vicino vulcano “Vesuviorappresenta una grande sfida tecnologica, frutto della ricerca avanzata nel campo delle strutture antisismiche; La natura ed il territorio: l’Ospedale del Mare manterrà la promessa di una struttura sostenibile, grazie ad un notevole impegno edilizio e impiantistico al servizio del risparmio energetico e con edifici compatti che lasceranno spazio ad ampie sistemazioni a verde, restituendo la memoria dei luoghi insediati, una volta vivai e orti collettivi, e contribuendo al benessere psicofisico di pazienti e utenti, consolidando il legame ospedale-territorio in modo da diventare un tassello che ne caratterizza l’urbanizzazione.

 

 

 

D : Come è stato concepita l’ architettura dell’ Ospedale del mare?

R:L’architettura entra in sintonia con i bisogni degli utenti, non solo attraverso l’organizzazione delle attività di assistenza sanitaria, ma dando forma a luoghi e ambienti capaci di creare benessere psico-fisico e armonia, di rispondere alle loro emozioni. L’umanizzazione degli spazi costruiti diventa preciso obiettivo del progetto degli interni e delle scelte di arredo, per una qualità diffusa dell’intervento –

 

L’Architettura.Due lotti funzionalmente distinti: integrato nel quartiere, il sistema di edifici destinati alladiagnostica e alla cura; distaccato e isolato, l’insieme delle attività di gestione amministrativa eimpiantistica dell’intero complesso ospedaliero.

 Due i collegamenti: un ponte pedonale, che scavalca la ferrovia per distribuire il personale sanitario dall’edificio amministrativo-direzionale verso tutte le unità operative, e un cunicolo tecnologico sotterraneo di connessione delle reti di servizio alle centrali di cogenerazione/centrale termica, frigorifera, idrica ed antincendio accorpate nell’edificio impianti.

Il cuore della struttura ospedaliera vera e propria dalla geometria romboidale è composto da due corpi di fabbrica contrapposti, di uguale forma in pianta ma diversa altezza: sette livelli per le degenze e tre per gli ambulatori. L’edificio delle degenze costituisce un contrappunto volumetrico e architettonico alla massa costruita delle grande stecche residenziali esistenti lungo il viale di accesso al complesso ospedaliero. La posizione arretrata, protetta, il sole e le brezze di cui godono le facciate, l’apertura delle stanze sul paesaggio e sulla vita del quartiere, sono elementi progettuali sensibili alla condizione psicologica di isolamento comune ai pazienti ospedalizzati.

L’edificio di distribuzione dei percorsi interni è un grande albero sospeso che innerva dall’interno le strutture ospedaliere, connettendone le varie parti tra loro. Ritmato da preziose colorate trasparenze, si integra con la natura della corte-giardino verso la quale sono rivolte le stanze degenza, accompagnando utenti, pazienti e operatori attraverso un sistema di collegamenti frammentato e gradevole, capace di reinterpretare vivacemente, in chiave cromatica e dinamica, lo spazio anonimo del corridoio ospedaliero.

Gli ambulatori sono in continuità con l’edificio circolare destinato all’accoglienza.

Un volume cilindrico dal rivestimento colorato e movimentato da onde spezzate, articolato su due piani principali, collega la struttura ospedaliera alla città attraverso una piazza pubblica, spazio di condivisione e integrazione con il contesto in cui il nuovo ospedale è inserito.

 All’interno, solai forati da grandi aperture e lucernai circolari creano uno spazio luminoso e rarefatto, luogo contemporaneo che allontana la percezione dell’ambiente ospedaliero.

Sull’angolo Est del complesso è infine localizzata la struttura alberghiera, con Centro Congressi.

 

D: Tra le polemiche che riguardano l’ Ospedale del mare c’è quella relativa alla sua ubicazione allimite della zona rossa. Quali criteri antisismici sono stati adottati?

R: L’Ospedale del Mare è una delle più grandi opere realizzate su isolatori sismici in Europa.

La progettazione e la realizzazione della struttura sono state attentamente curate allo scopo di garantire un’elevatissima protezione sismica sia al manufatto (il contenitore) sia agli arredi e apparecchiature in esso presenti (il contenuto), accettando un limitatissimo danneggiamento per terremoti molto violenti con probabilità di accadimento molto bassa, e garantendo la perfetta operabilità e funzionalità per terremoti

meno violenti ma più frequenti; l’intensità del sisma con cui è stata progettata tutta la struttura, è la più

La protezione sismica della struttura è garantita dal sistema costituito dai 327 isolatori che quotidianamente sono chiamati a sopportare il peso dell’edificio; in occasione del terremoto, invece, la struttura oscilla orizzontalmente sugli isolatori come una scatola rigida, con modeste accelerazioni in quanto l’isolamento sostanzialmente la disaccoppia dal moto sismico del terreno, generando la nascita di forze di inerzia molto basse anche sui beni contenuti nell’edificio e quindi garantendo la piena funzionalità. Inoltre per la protezione antincendio sono stati adottati sistemi di protezione appositamente brevettati e testati sperimentalmente; lo stesso vale per gli impianti idraulici ed elettrici, le uscite di sicurezza ed idettagli in generale che sono stati progettati per potersi deformare e spostare durante l’evento sismico, senza creare problemi alla funzionalità in esercizio

 

Collaudo della struttura:sono state eseguite 4 prove di sollevamento e sfilamento dei dispositivi installati in opera nel 2006; in particolare, la prima è stata eseguita nel 2008, le altre 3 nel 2015. Sugli isolatori prelevati in situ, sono state quindi eseguite delle prove per valutarne le caratteristiche tecniche mediante specifici test di laboratorio, dopo quasi 9 anni dalla loro installazione, allo scopo di valutare l’effetto dell’aging sui parametri dinamici principali. L’esecuzione di tali prove rappresentano un record mondiale per gli edifici.

D:Una struttura tanto complessa comporta un notevole consumo energetico. Quali le soluzioni adottate all’ospedale del Mare di Napoli in materia di risparmio energetico?

R:La soluzione tecnologica adottata prevede l’impiego del sistema di Cogenerazione pienamente integratoagli altri sottosistemi di produzione fluidi quale la Centrale Termica e la Centrale Frigorifera; tale sistema consente, in un ottica di Energy management una gestione efficace ed efficiente dell’energia durante l’esercizio…

Un altro aspetto è l’Impiego di tecnologia a LED per illuminazione interna ed esterna: tutti gli apparecchi previsti sono con lampade a tecnologia LED. I vantaggi di tale proposta sono molteplici, in particolare si avrà una sensibile riduzione dei consumi energetici, dovuta alla migliore efficienza degli apparecchi a led in termini di flusso emesso per unità di potenza. La particolare tecnologia che caratterizza i led ha consentito di installare apparecchiature aventi prestazioni e caratteristiche assolutamente superiori a quelle degli apparecchi tradizionali, in particolare per maggior durata, scarso consumo energetico con notevole riduzione di emissioni di CO2 .Inoltre la luce emessa dai led non contiene infrarossi né ultravioletti. La loro superficie sviluppa poco calore di scarto, con risparmio sui carichi ambiente estivi da compensare con la climatizzazione.

D: L’Ospedale del mare come modello di progetto integrato tra utenza e territorio. Quali le linee guida?

R: Il progetto di umanizzazioneed una metodologia di lavoro conseguente.

Il progetto di umanizzazione ha inteso conferire al complesso ospedalierouna immagine unitaria, riconoscibile ed accogliente esaltando le valenze di identità delle singole parti e le relazioni d’insieme. Nel progetto, travalicando la pura logica funzionale, si compongono codice colore ed artefatti comunicativi per un equilibrio tra chiarezza di informazione ed estetica dello spazio, tale da restituire all’utenza un elevato comfort e un senso di appartenenza ed affidabilità.

La Metodologia di lavoro:

Il progetto scompone l’opera in parti tipologicamente codificabili, elabora un «codice di norme» preciso e ripetibile che consente di controllare la singola parte in tutti i dettagli tecnici ed architettonici. distinguendo i reparti di degenza, da quelli di day hospital e dagli spazi ambulatoriali,in modo da caratterizzare il pronto soccorso e sottolineare il ruolo di accoglienza della hall.

All’interno di queste macrocategorie funzionali individua gli elementi ed ambienti tipizzabili: corridoi e frontoffice, degenze, studi medici e spazi relax. La scelta delle finiture è finalizzata a conferire una sua connotazione a ciascun ambiente.

Nei reparti di degenza, i colori e le forme caratterizzano gli ambiti più privati; nei corridoi la fascia di pvc intarsiata, porte colorate, con targhe di localizzazione di grande dimensione, differenziano l’accesso alla degenza, da quello ai servizi, segnalato da porte bianche e cartellini di piccola dimensione. Lo spazio interno della degenza, essenzialmente bianco è armonizzato dalla grande macchia di colore brillante del pavimento e della parete di accesso. Le finiture, realizzate con smalti sanitari, conferiscono allo spazio un aspetto accogliente.Nei reparti ambulatoriali si affida ai percorsi connettivi un segno inequivocabile di riferimento e riconoscibilità. Una fascia colorata continua di pvc a pavimento lambisce le cortine direzionando l’utente, ed è raddoppiata sul lato opposto da una segnaletica orizzontale a parete; l’ampia fascia colorata e continua della parete supporta le directory e cartellini di localizzazione, riunendo tutte le informazioni necessarie a condurre a destinazione.

Codice colore e segnaletica per orientare ed accogliere.

 Si è puntato ad enfatizzare, inoltre, i luoghi decisionali fondamentali all’orientamento, caratterizzando i banchi accettazione, la segnaletica di piano, gli smonti ascensori ed i filtri, negli snodi principali si sono studiate mappe direzionali.

Tutti questi elementi sono stati trasformarti in archigrafie, che diventano rassicuranti punti di riferimento per l’utenza.

 

Comunicazioni e ringraziamenti del Presidente. Ringraziamento all’ing. Vinci e alla Fondazione Ordine degli ingegneri Napoli che pone sempre a disposizione del Rotary la Basilica di San Giovanni Maggiore per lo svolgimento di eventi rotariani di impatto per il territorio e la collettività. In basilica si svolgerà nel mese di marzo per un incontro/dibattito sul Mezzogiorno e la sua unificazione. L’evento, strutturato come un vero processo, si focalizzerà tra l’altro anche su come la storia è stata ed è raccontata dai vincitori. L’evento è organizzato dal nostro club in interclub con vari club campani e nazionali, tra Napoli Nord est, il Napoli Castel dell’ Ovo, il Mantova Castelli e tanti altri. Motore di questo evento sarà Renato Colucci.  Il l7 ottobre ci sarà una riunione tra i presidenti partecipanti all’ interclub in cui saranno definiti gli ulteriori dettagli che titolo come titolo provvisorio: Processo a(Garibaldi oppure Cavour, oppure Vittorio Emanuele).

 Approvazione formale da parte del distretto del 5° progetto del gruppo partenopeo al quale abbiamo aderito: restauro dell’ organo della Basilica di San Giovanni maggiore, che vede come capofila il R.C Napoli Nord Est. Si fa,inoltre, richiesta di  un referente per il progetto Unitalsi del R.C. Napoli e di volontari.

Ulteriori ringraziamenti ad Alessio Formicola,Presidente del nostro Rotaract che ci assiste nella iscrizione al My Rotary che ci offre, tra tante opportunità, quella di uno sconto del 10% sul prezzo di acquisto dei biglietti del Teatro San Carlo di Napoli o gli sconti sugli autonoleggi Avis 5% Hertz10%..

Erano presenti: Mauro Giancaspro, Presidente del R.C. Castel dell’Ovo con la signora Vittoria, Luigi Cimmino, Presidente del RC Napoli Nord Est con la Sig. Luisa; Gianni Zarra, Presidente del Rotary Club Campania-Napoli, Luigi Vinci, Presidente della Fondazione Ingegneri Napoli con la sig.ra Maria Rosaria, I ragazzi del Rotaract, Brunella De Martino, Tesoriere Distrettuale Inner Wheel, Salvatore Naldi, Presidente della Scuola Nazionale di Equitazione; lo staff del Cardarelli:il Direttore Sanitario, Franco Paradiso, Il Direttore Amministrativo Anna Iervolino, e loro consorti.

                                                                                                                                                   Ida Fornario Bongiorno