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Algoritmi e Responsabilità – L’Unione Europea nella battaglia per l’intelligenza artificiale

Algoritmi e responsabilità: una sfida tra innovazione e coscienza

Nel corso della conviviale del 9 marzo dedicata al tema “Algoritmi e responsabilità: l’Unione Europea nella battaglia per l’intelligenza artificiale”, il Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo ha affrontato una delle questioni più rilevanti del nostro tempo: il rapporto tra sviluppo tecnologico, responsabilità e tutela dei diritti.

L’incontro, promosso dal socio Avvocato Federico D’Aniello, ha visto come relatore il Professor Fabio De Felice Professore del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Fondatore di Protom S.p.A. KTI company con headquarters a Napoli e con sedi a Milano e Roma oltre che in Francia e Usa.

De Felice ha offerto una lettura chiara e concreta delle trasformazioni in atto.

Il prof., anche membro di non pochi comitati di studio e di consulting nel settore delle tecnologie, si segnala per la sua presenza in quattro comitati di livello internazionale: Membro della Delegazione italiana presso le task force B20. Gruppi intersettoriali: Digitalizzazione, PMI; Membro del Comitato tecnico operativo del Distretto aerospaziale della Campania (DAC). Presidente del Comitato direttivo strategico del Distretto ATENA per l’energia e l’ambiente. Associate di Italian Cluster of Smart Manufacturing.

De Felice ha offerto una lettura chiara e concreta delle trasformazioni in atto.
È anche autore di numerose pubblicazioni, tra le quali si cita “Dialoghi su etica ed intelligenza artificiale” con la prefazione di Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontifica Accademia per la Vita che ha operato a suo tempo nella delicata materia per conto di Papa Francesco molto sensibile sul tema del rispetto della dignità di ogni persona umana.

Papa Francesco propose all’inizio l’argomento con il nome di “algoretica” ossia etica degli algoritmi e chiamò in Roma (Rome Call) Fao, Ibm, Microsoft e tanti rappresentanti degli stati, tra cui quello italiano.

L’intelligenza artificiale, sempre più integrata con la robotica, consente oggi alle macchine non solo di eseguire compiti, anche di apprendere, adattarsi e collaborare con l’uomo. L’intelligenza artificiale, sempre più integrata con la robotica, consente oggi alle macchine non solo di eseguire compiti, anche di apprendere, adattarsi e collaborare con l’uomo.

La prima – l’AI – mima processi cognitivi umani, apprendendo dai dati, risolvendo problemi, comprendendo il linguaggio e assumendo decisioni; la seconda – la robotica – si occupa della progettazione di sistemi fisici capaci di interagire con l’ambiente.

Se inizialmente i robot erano destinati a compiti ripetitivi e ad alta precisione, oggi, grazie all’integrazione con l’intelligenza artificiale, acquisiscono capacità sempre più sofisticate: adattamento, apprendimento autonomo, cooperazione con altri sistemi e interazione intelligente con l’uomo.

Dalla sanità alla mobilità, fino alla vita domestica, i sistemi intelligenti stanno così ridefinendo processi, decisioni e modelli organizzativi.Dalla sanità alla mobilità, fino alla vita domestica, i sistemi intelligenti stanno così ridefinendo processi, decisioni e modelli organizzativi.

Sull’argomento, in particolare nel corso della presentazione, ci ha proposto in visione non poche immagini ed eventi raccolti durante i suoi frequenti viaggi in America sull’uso ed impiego reale dei servizi ed apporti offerti dalle chatbots al femminile ed al maschile; spaziano nelle diverse ambientazioni e tipologie da quello familistico, più banale, a quello industriale, sanitario, automobilistico ed altro.

Ci ha anche proposto di farci osservare da vicino le prestazioni della creatura ingegnerizzata dalla sua azienda che è stata presentata in America alla grande fiera IT dello scorso anno.

Ma proprio questa crescente autonomia pone una domanda centrale: chi è responsabile delle decisioni degli algoritmi dei robot e non solo.?

L’Unione Europea che nel 2018 ha editato il primo rapporto sulla AI, sulla intelligenza Artificiale così apre: L’intelligenza artificiale (AI) fa già parte della nostra vita, non è fantascienza. Così continua: Oltre a semplificarci la vita, l’intelligenza artificiale ci sta aiutando a risolvere alcune delle più grandi sfide del mondo: dal trattamento delle malattie croniche dalla lotta al cambiamento climatico o all’anticipazione delle minacce alla sicurezza informatica.

Subito dopo da quella data ha avviato un percorso normativo con AI Act (Regolamento (UE) 2024/1689 che stabilisce norme armonizzate sull’intelligenza artificiale). E’ il primo quadro giuridico completo sull’IA a livello mondiale. Subito dopo da quella data ha avviato un percorso normativo con AI Act (Regolamento (UE) 2024/1689 che stabilisce norme armonizzate sull’intelligenza artificiale). E’ il primo quadro giuridico completo sull’IA a livello mondiale.

L’obiettivo delle norme è promuovere un’IA affidabile in Europa fondato sul rischio, volto a garantire un equilibrio tra innovazione, sicurezza e tutela dei diritti fondamentali.

La questione però non è soltanto giuridica, ma profondamente etica.

Come evidenziato dal Professor De Felice, siamo chiamati a costruire una nuova relazione tra essere umano e tecnologia, nella quale l’intelligenza artificiale deve restare solo strumento e non sostituto della responsabilità umana.

E più sale il livello della automazione, più aumenta la complessità, più devono crescere e adattarsi i livelli di governance non solo operativi ma anche strategici, con un occhio all’impatto che li regola che comunque finiscono per generare riflessi sui sistemi aziendali dai quali si leva una critica non lieve per i freni che l’Europa finisce per introdurre in difformità della deregulation presente in altri sistemi concorrenti, soprattutto quello americano.

In questo scenario, il ruolo del Rotary appare quanto mai attuale: promuovere una cultura dell’innovazione consapevole, orientata al bene comune perché non bisogna mai dimenticare che tra le sette missions, praticabili con adattamenti, c’è anche quella di “sostenere l’istruzione di bambini ed adulti”.

E ciò vale tanto più per le aree in ritardo e per le tematiche difficilmente raggiungibili da una formazione media che, come è noto nel nostro paese, accusa gap non piccoli proprio nei sistemi avanzati, gap confermati dagli Indici Europei del DESI che misurano anche il livello delle competenze digitale di base delle persone pari al 45,68 contro una media europea del 55,6 nel 2024.

La vera sfida, infatti, non è solo sviluppare tecnologie sempre più avanzate, ma garantire che restino al servizio dell’uomo, della sua dignità e della società.La vera sfida, infatti, non è solo sviluppare tecnologie sempre più avanzate, ma garantire che restino al servizio dell’uomo, della sua dignità e della società.

L’intelligenza artificiale richiede, pertanto, una guida normativa, etica e culturale.L’intelligenza artificiale richiede, pertanto, una guida normativa, etica e culturale.

La scommessa non è costruire macchine sempre più intelligenti, ma costruire una società capace di usarle con intelligenza.

E, come è emerso nella riflessione condivisa durante la serata, il punto non è stabilire se la tecnologia possa sostituire l’uomo, ma garantire che non lo svuoti del suo ruolo, della sua responsabilità e, soprattutto, della sua umanità.

Fto Lucrezia Santaniello