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Dopo Mauro Giancaspro, nessuno vuole dirigere la Biblioteca Nazionale

Riportiamo un articolo de “Il Corriere del Mezzogiorno” del 15 ottobre 2014 sul nostro consocio Mauro Giancaspro, festeggiato a Palazzo San Giacomo come “benemerito della Città di Napoli”.

NAPOLI – Quanto è difficile dirigere la Biblioteca Nazionale di Napoli? Molto, moltissimo. Parola di Mauro Giancaspro, l’inarrestabile e giocoso direttore uscente per raggiunti limiti di età. Un compito complicato, milioni di libri e pochi soldi, in una realtà dura come quella di Napoli. Devono averla pensata così anche i possibili candidati all’incarico, tanto che è andato deserto il primo bando del Ministero per i beni culturali per la dirigenza della struttura alloggiata a Palazzo Reale. Giancaspro ha lasciato il timone già dal primo luglio e da allora il ruolo è stato provvisoriamente affidato al dirigente regionale Gregorio Angelini.

IL SECONDO BANDO – Dopo il primo bando, il Ministero ne ha promosso un secondo, stavolta per ricoprire ad interim la dirigenza, e finalmente sono arrivate alcune domande. Pare che in pole position ci sia Simonetta Buttò, attuale direttrice della Biblioteca di Storia moderna e contemporanea di Roma. Tra pochi giorni ci sarà la conferma, ma in ogni caso la nuova direttrice (o direttore) lavorerebbe a Napoli solo qualche giorno a settimana, continuando a mantenere il proprio incarico precedente.

I FESTEGGIAMENTI A SAN GIACOMO – Intanto ieri Mauro Giancaspro è stato festeggiato a Palazzo San Giacomo, durante un pubblico omaggio: dei suoi libri e del suo lavoro hanno parlato, con l’assessore Nino Daniele, Guido D’Agostino, Maurizio De Giovanni, Dino Falconio e Imma Pempinello. Giancaspro è stato dichiarato «benemerito della città di Napoli» per la «lunga e intensa attività dispiegata nella direzione di uno tra i centri di cultura più importanti di Napoli». Perché proprio questo è il punto: l’ex direttore, entusiasta di natura e schiavo di una antica passione per i libri e la carta, ha davvero reso la Nazionale un luogo vivo e attivo, aperto agli incontri e alle mostre e a numerose iniziative, senza trascurare i servizi essenziali che la Biblioteca deve rendere agli utenti. Come ha fatto? «Direi proprio», risponde Giancaspro, «che mi sono fatto un cuore tanto… Iniziavo a lavorare alle 8 di mattina e smettevo alle 8 di sera. Dal 1995 al primo luglio del 2014 non ho mai fatto più di sette giorni di seguito di ferie».

I PROBLEMI DELLA NAZIONALE – Ma quali problemi della Nazionale restano aperti e insoluti? «Tanti», sospira Giancaspro. «Ma prima di tutto la gestione del personale, che tende a diminuire sempre di più. Chi va in pensione non viene sostituito. Il problema è economico, ma in questo settore non si tratta solo di crisi. È un dato antico. Quando ho diretto la mia prima biblioteca, nel 1986 a Cosenza, al terzo giorno dell’insediamento mi accorsi che mi avevano tagliato il telefono. È sempre stato un combattimento». Potrebbero arrivare i privati in soccorso delle biblioteche? «Non credo, non si paga un biglietto per fortuna e il privato non avrebbe interesse se non a gestire.

alcuni servizi. Non vorrei cadere nella retorica, ma la biblioteca è un servizio pubblico essenziale, come la scuola. E a Napoli ai ragazzi piace stare alla Nazionale. Come dar loro torto? Quella di piazza Plebiscito è una biblioteca bellissima». Dove peraltro Giancaspro ha ospitato, per dirne una, Umberto Eco in alcune lezioni affollatissime, o consentito di allestire mostre prestigiose come quella di Armando de Stefano. «Ma ricordiamo soprattutto la ricchezza dei papiri e dei manoscritti. Altrove la modernità è arrivata prima, ma a Napoli la bellezza è inarrivabile».

 

Corriere del Mezzogiorno del 15 ottobre 2014