Finalmente abbiamo ripreso con un appuntamento in linea con la tradizione del nostro club dopo un anno di serate non in presenza subito dopo la pandemia, di argomenti e tematiche rotarianamente doverose ed impegnative ma di certo non esaltanti dal punto di vista dell’animo.

La ripresa si avvia così con un “personaggio” importante per la città, per la Regione, per la magistratura ed anche per la politica “seria”, con un parlamentare europeo, nostro amico come egli stesso ha voluto ricordare nella parte introduttiva del suo dire. 

Mi è sembrato ieri il primo giorno in cui il mentore rotariano Dino (basta Dino) volle presentarlo come socio onorario e poi ancora ieri il primo giorno ufficiale di una conversazione di livello in cui, sotto l’egida dell’anno di Vona, insieme al magistrato Conzo, fu fatta a cura di entrambi una conversazione di alto profilo sulla giustizia

È ricordata sulle pagine del sito anche con immagini che servono a segnalare come questo Club annoveri nel suo genoma una strutturata familiarità con la magistratura di rango della città. 

Serviva questa premessa per dire che la visita di Franco Roberti, amico di cinquant’anni del nostro Presidente, è stato, prima ancora che un evento sociale, ed istituzionale, l’incontro o meglio il ritorno di una persona che tutti conosciamo bene ed a cui, anche per tante ragioni, ci sentiamo fortemente vicini. 

La serata, come alcuni soci hanno commentato, momento di elevata qualità informativa non solo e non tanto per l’eloquio, scontato, i contenuti, anch’essi preziosi, e per tante notizie che ci erano sfuggite nel tempo, come il premio Nobel per la pace l’UEci ha dato l’opportunità di capire le linee del chiaro disegno strategico che si annida nella famiglia europea dei 27. 

In Europa si prova a costruire un piano fatto non solo di valori ideali ma anche di grandi intenti progettuali, concreti, che non fanno rimpiangere i principi dei padri fondatori sempre evocati come promesse mancate. Non è proprio così.

Qualcosa di nuovo poi è maturata negli anni parlamentari di Roberti; egli ben sa cosa è cambiato e ne è stato buon testimone. 

Infatti, con ampi dettagli ed informazioni ci ha rassegnato alcuni momenti parlamentari che tutti i presenti hanno seguito con vivo interesse. Chi ha un po’ di familiarità con le pagine del Consiglio e del Parlamento UE dalla loro lettura può cogliere quanto sia complesso e alto quel momento di politica, momento cui dovrebbe tendere ogni paese del gruppo aiutando ogni cittadino dei paesi partecipanti a rendersi conto del contesto politico di grande solidarietà che lo assiste.

La lettura mediata dalla stampa non sempre è sufficiente per penetrarne tutto il significato.

I saldi principi cui ci ha richiamato Roberti, stato di diritto, difesa ad oltranza della libertà di paese dell’Ucraina, data per scontata quale postulato indifferibile della sovranità nazionale, sono stati parte di una rassegna difficile da sintetizzare,

Si è però capito quanto sia faticoso il lavoro di parlamentare europeo, di chi cioè ogni giorno contribuisce con la sua paziente e determinata visione politica a rafforzare sul piano della legislazione europea interessi che riguardano 27 paesi tanto distanti tra di loro per cultura, tradizione e modelli di vita.

Occorre infatti contrastare, come è noto, le dissonanze di talune forze presenti nel consesso Europeo che non hanno bene inteso il valore della unità di intenti, di decisione e coesione, leve indispensabili per bilanciare sul piano economico, strategico, e competitivo non solo l’aggressione della Russia (problema attuale ) ma soprattutto per moderare le conseguenze dell’altra più grande questione della competizione sul piano geopolitico della forza dei due blocchi “Usa e Cina”. 

Roberti ha ricordato il ruolo ed il lavoro di Sassoli ed anche avuto parole di apprezzamento per Draghi sia per il suo impegno nella BCE a difesa della moneta in tempi di turbolenza, ma soprattutto quale capo di governo di un paese

Nei quasi due anni di governo Draghi ha contribuito a rafforzare alcune idee progettuali senza le quali le debolezze preesistenti avrebbero potuto svolgere un effetto destruens. 

Quella presenza sarebbe stata ancora necessaria perché i cantieri aperti sono tanti e fondamentali per la sopravvivenza della Istituzione e dei paesi che i nuovi, sopravvenuti, eventi emergenziali (energie, guerra) rendono alquanto instabile.

L’anno in corso, dopo il precedente della solidarietà come si legge nei discorsi della Presidente della Commissione la tedesca Ursula Von Der Leyen (di professione medico) ha portato a compimento tutto il quadro della legislazione in materia di legge sui servizi digitali (DSA), che mira a garantire equità, fiducia e sicurezza nell’ambiente digitale

Quello del 21, anno di svolta e di cambiamento, ben più noto con il titolo del Next Generation Eu che tanto sta facendo per l’Italia, è stato l’anno per la intuizione di una Europa più solidale, che ha avuto il pregio di farci più forti nella lotta al Covid e di aprire barriere e far cadere steccati sui principi la cui ostilità non favoriva il dialogo.

Il 23 invece come è detto nel recente discorso della Presidente “Spingerò per creare un nuovo Fondo europeo per la sovranità.  Facciamo in modo che il futuro dell’industria sia fatto in Europa “ dovrebbe essere un anno per il rilancio di una politica industriale e di recupero di tutte le promesse mancate, cioè dei cantieri sottovalutati, tra cui materie prime e non solo energie, petrolio e gas, ma altre materie prime rare:

Avrà tanto da fare il nostro caro amico cui facciamo gli auguri per un buon lavoro affinché possa essere fruttuoso di risultati fondamentali per la stessa esistenza della UE.

Ebbene abbiamo la fortuna di avere nel nostro socio onorario un testimone oculare di eccellenza, un attivo protagonista di tutto ciò che è in itinere; forse potremmo chiedergli la grande disponibilità di farci sentire più partecipi degli accadimenti soprattutto quando i contrasti continui in sede UE si mettono di traverso e ne ostacolano la realizzazione. 

Tra i cantieri si ricordano anche quelli della legge di stabilità e dell’Unione Monetaria e finanziaria, cantieri che ci faranno rimpiangere e non poco la mancanza del protagonista e di uno degli ideatori fondanti cioè: Draghi. 

Una conversazione in più ci inorgoglirebbe; forse potrebbe anche stimolare qualche idea rotariana innovativa che pure è nelle missions del Rotary.

Alla brillante domanda di un socio su come l’Italia venga percepita in sede UE è stata data una risposta elegante e di benevolenza. 

I dati purtroppo confliggono con il rasserenante riscontro specie a cagione del nuovo quadro politico che per fortuna, per il momento, ha controllate estrinsecazioni autonomiste, rispetto al bisogno del nostro paese di essere sistematicamente finanziato per la sopravvivenza della sua economia. 

Due termini che si contraddicono in pieno: bisogno ed autonomia dovranno trovare nell’interesse del Paese un bilanciamento per non incidere sui purtroppo pesanti squilibri del nostro paese. Confidiamo sulla saggezza ed esperienza di uomini politici come il nostro amico Franco

Grazie Franco, scusami per il sentito affettuoso saluto rotariano.

Federico D’Aniello

Presenti alla Conviviale numero 35 consoci con signore ed ospiti. Come di consueto, un ottimo buffet di entrata una lasagna bianca come primo e poi una pastiera accompagnata da vini di qualità e per la nuova occasione una splendida serata primaverile con luna che dalla sala Posillipo dava l’immagine piena del nostro golfo definito non a caso dal giornalista scrittore americano Junius Henri Browne , citato nel famoso libro di Durante i “ Napoletani”, quella mezzaluna di smeraldo che è stata posta a capo dei gioielli del mare.

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