Il Forum Distrettuale “Salute Emotiva e Comportamentale. Fattori di rischio in età evolutiva”, promosso dal Distretto Rotary 2101 presso la Sala Franco Basaglia dell’ex Ospedale Psichiatrico “Leonardo Bianchi” di Napoli, ha rappresentato uno dei più significativi momenti di riflessione e confronto dedicati a una delle emergenze più rilevanti del nostro tempo: il benessere psicologico delle nuove generazioni.
Tra i protagonisti dell’iniziativa vi è stato il dottor Vincenzo Barretta, psichiatra, Past President del Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo, Presidente della Commissione Distrettuale Salute Emotiva e Comportamentale, Direttore del Centro Noesis e promotore dell’Osservatorio Nazionale per la Salute Emotiva e Comportamentale, che ha svolto un ruolo determinante nell’ideazione, nell’organizzazione e nella realizzazione dell’intero Forum.
Per il Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo la presenza e l’impegno del dottor Barretta costituiscono motivo di autentico orgoglio. Da anni, infatti, la sua attività professionale, scientifica e associativa rappresenta un punto di riferimento nel campo della prevenzione del disagio giovanile e della promozione della salute mentale, contribuendo a trasferire nella comunità conoscenze, strumenti e modelli di intervento capaci di generare valore sociale concreto.
Nel suo intervento, intitolato “La salute emotiva e comportamentale ed il disagio giovanile: concomitanze o conseguenze?“, il dottor Barretta ha proposto una lettura ampia e multidimensionale del fenomeno, collocando la salute mentale all’interno delle grandi trasformazioni sociali, educative e culturali che caratterizzano la contemporaneità.
I dati richiamati durante la relazione delineano uno scenario che non può lasciare indifferenti.
Secondo le più recenti evidenze internazionali, un adolescente su sette convive con una forma di disturbo mentale; ansia e depressione rappresentano circa il 40% delle diagnosi psichiatriche in età evolutiva, mentre il suicidio continua a collocarsi tra le principali cause di morte tra gli adolescenti e i giovani.
Anche in Italia si registra un progressivo incremento delle condizioni di sofferenza psicologica, con ricadute significative sul piano sanitario, sociale, educativo ed economico.
Come sottolineato dal relatore, siamo di fronte a quella che può essere definita una vera e propria “pandemia silente“, spesso meno visibile di altre emergenze ma non per questo meno impattante sulla qualità della vita delle persone e sul futuro delle comunità.
Uno degli aspetti più qualificanti della relazione ha riguardato la necessità di superare una visione esclusivamente clinica e patologica del disagio.
Molte condizioni di sofferenza emotiva non raggiungono la soglia diagnostica di una malattia psichiatrica, ma producono comunque effetti profondi sul benessere individuale, sulla capacità di apprendere, di costruire relazioni significative e di partecipare pienamente alla vita sociale.
Per questa ragione, la salute emotiva e comportamentale deve essere considerata una dimensione fondamentale della salute pubblica e una priorità educativa, culturale e politica.
L’obiettivo non può essere soltanto curare il disagio quando si manifesta, ma costruire contesti in grado di prevenirlo, riconoscerlo precocemente e affrontarlo prima che evolva in forme più severe.
Particolare attenzione è stata dedicata all’adolescenza, fase della vita caratterizzata da profonde trasformazioni biologiche, psicologiche e relazionali.
Le neuroscienze mostrano come il cervello adolescenziale sia ancora impegnato in importanti processi di maturazione, soprattutto nelle aree deputate al controllo degli impulsi, alla regolazione emotiva e alla capacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni.
In questo quadro assumono particolare rilevanza i fattori di rischio che caratterizzano il mondo contemporaneo: l’iperconnessione digitale, l’esposizione continua agli stimoli dei social media, la pressione prestazionale, l’isolamento relazionale, l’incertezza rispetto al futuro e la crescente diffusione di comportamenti dipendenti.
L’utilizzo massivo delle tecnologie digitali, pur offrendo opportunità straordinarie, pone interrogativi importanti sullo sviluppo emotivo e cognitivo delle nuove generazioni e sulla capacità di costruire identità stabili e relazioni autentiche.
Uno dei temi più innovativi affrontati dal dottor Barretta riguarda l’approccio transdiagnostico alla salute mentale.
La ricerca contemporanea tende sempre più a individuare quei processi psicologici comuni che attraversano diverse forme di sofferenza: disregolazione emotiva, impulsività, vulnerabilità ai traumi, intolleranza all’incertezza, bias cognitivi e difficoltà nei processi di autoregolazione.
Comprendere tali meccanismi significa spostare l’attenzione dalla sola diagnosi alla comprensione profonda dei fattori che generano e mantengono il disagio, aprendo nuove prospettive sia sul piano preventivo sia su quello terapeutico.
Particolare interesse ha suscitato la presentazione del test EBH (Emotional Behavioural Health): una scala di valutazione diagnostica ideata dal Dott. Barretta e dalla Dott.ssa Roberta Vacca, finalizzata all’individuazione precoce di fattori di rischio psicologico e comportamentale nella popolazione generale.
Si tratta di un approccio che interpreta la salute mentale non come semplice assenza di malattia, ma come capacità di sviluppare risorse personali, relazionali e sociali in grado di favorire il benessere lungo l’intero arco della vita.
L’iniziativa promossa dal Distretto Rotary 2101 dimostra come il Rotary possa svolgere un ruolo significativo nell’intercettare bisogni emergenti e nel creare occasioni di dialogo tra mondo scientifico, istituzioni, scuola e società civile.
Il lavoro svolto dal dottor Vincenzo Barretta rappresenta un esempio concreto di questa missione: mettere competenze professionali, esperienza clinica e capacità progettuale al servizio della comunità, contribuendo alla diffusione di una nuova cultura della prevenzione e della salute.
Come soci del Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo, siamo particolarmente fieri che uno dei nostri Past President sia oggi tra i principali promotori di un dibattito che riguarda il presente e il futuro delle nuove generazioni.
Il valore di questo impegno non risiede soltanto nella qualità scientifica delle proposte avanzate, ma nella capacità di tradurre la conoscenza in responsabilità sociale, offrendo strumenti concreti per affrontare una delle sfide più complesse e decisive del nostro tempo.
Perché prendersi cura della salute emotiva e comportamentale dei giovani significa, in ultima analisi, prendersi cura del futuro della nostra comunità.
AUTRICE
Lucrezia Santaniello













