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Conviviale con il Club di Napoli Nord sul tema della “criminalità ambientale”.

Per affrontare e discutere il tema del momento, uno dei più spinosi degli ultimi anni con ricadute sull’ambiente inimmaginabili sino a qualche anno fa, i due Club non potevano fare di meglio.

A parlarne è venuto il Presidente Nazionale Antimafia dott. Roberti, figura di magistrato molto nota a Napoli e nella Regione ( ed ora anche sul piano nazionale ) per il suo percorso di giudice inquirente alla Procura di Napoli e di Salerno di cui è stato Capo.Il magistrato sulla particolare materia ha sviluppato sul campo ogni possibile conoscenza e competenza cosi da costituire un significativo e determinante punto di riferimento per tutto il sistema.

Al suo attivo i risultati e le condanne frutto di importanti pregresse indagini sui clan che nei decenni scorsi hanno contribuito a far deteriorare vaste zone del territorio con l’interramento di una notevole quantità di rifiuti tossici. Il nostro Club, ospite di Napoli Nord nella splendida location dell’Hotel Excelsior con una discreta presenza di soci cui si è aggiunta anche una significativa schiera di rotaractiani invitati per l’occasione ad apprendere ed a riflettere su tematiche serie , è stato salutato dalla cordiale amicizia del Presidente Angelo Pezzullo che nella sua introduzione e presentazione ha esplicitato i legami stretti con Maurizio Sica, legami generatori di proficue opportunità per curare insieme altre iniziative sociali ed associative.

Veramente apprezzabile, e degna di meritoria citazione , la presenza dei soci del Club di Napoli Nord venuti numerosi ad ascoltare l’intervento di Roberti che ha parlato subito dopo i preliminari e rituali momenti di comunicazione e dopo l’ascolto degli inni che aprono la serata.

Le iniziative del Procuratore Nazionale che attengono alla comunicazione ed alla informazione sulle tematiche della criminalità economica ed ambientale sono divenute da qualche tempo più frequenti ed incisive. Basta cliccare su Google ed inserire come chiave di ricerca Roberti per rendersene conto. E’ un impegno di civil servant che Roberti, anche prima del recente prestigioso e delicato incarico, ha sempre sentito come prioritario perché far sapere e far conoscere, nei limiti di ciò che può essere partecipato, costituisce una leva determinante per diffondere nella cittadinanza il senso della legalità, dell’impegno civico e anche del saper gestire ed affrontare, nelle diverse situazioni e posizioni, circostanze complesse  cui occorre dare una risposta che non deve venire solo dalle funzioni giudiziarie, inquirenti e giudicanti, ma dalla intera collettività e soprattutto dalla politica.

Il tema della serata era dedicato alla criminalità ambientale,materia che non è, come egli ha detto, appannaggio e materia delle sole associazioni mafiose ma anche di altri settori del tessuto sociale perché se è vero che mafia e camorra ne hanno fatto negli anni passati, in assenza di una legislazione adeguata, il loro core business è anche vero che delinquere in materia non richiede necessariamente la presenza di un circuito mafioso.

Sono bastevoli alla realizzazione del crimine un soggetto che intende pulire l’azienda dai rifiuti tossici, un sistema di trasporto, una destinazione ove interrare le merci che circolano sul territorio con bolle di consegna ancora scritte su carta, con metodiche di rilevazioni degne della migliore società contadina, con espedienti che vanno dalla falsificazione della documentazione di accompagnamento cui fa da supporto quasi sempre una pubblica amministrazione nella quale si annidano zone d’ombre alimentate dalla corruzione di chi non vede, non sente e non parla, e una catena di collaboratori non necessariamente legati dal profilo mafioso dedito alla consumazione dei reati.

Reati che prima del 2000 contavano, come più volte è stato detto, solo su norme generali del codice penale, a dispetto delle dichiarazioni Onu del 72 sull’ambiente, delle tappe strategiche sul tema  ( Rio de Janeiro 1992 conferenza Onu), delle direttive comunitarie antecedenti il 2000 costruite all’insegna del “principio chi inquina paga” ; norme che si sono solo in parte ampliate nel 1997 attraverso un quadro di regole specifiche costituto dal DLGS numero 22 del mese di febbraio e che poi sono state fissate nel 2006 nel Testo Unico Ronchi sull’ambiente. Esse però non hanno mai rappresentato per la complessità della materia un sistema di prevenzione e repressione efficace per l’assenza di specifiche fattispecie penali e di strumenti di presidio adeguati.

Il tema ambientale, come asset patrimoniale della società da tutelare al di sopra di ogni bene ,  all’attenzione del legislatore da qualche anno si è imposto anche in conseguenza delle morti e del clamore suscitato dalle terre dei fuochi. Il silenzio sulle dichiarazioni del pentito Schiavone alla Commissione antimafia forse può essere la riprova della sottovalutazione del tema ove non si voglia indulgere ad altre considerazioni. E’ quanto abbiamo potuto capire dall’insieme degli argomenti toccati.

La dotta ed approfondita conversazione si è dovuta contenere all’essenziale per la tirannia del tempo , tirannia che ha anche costretto i soci a limitare le domande e le curiosità che avrebbero voluto vedere soddisfatte sfruttando la ghiotta occasione di una presenza così autorevole.

Roberti sta svolgendo un ruolo di pressione determinante ed essenziale dalla nuova posizione e sta spingendo perché i disegni di legge giacenti in parlamento da anni vedano finalmente la luce per dotare la società di strumenti di tutela più efficaci, quali le norme sull’autoriciclaggio , quelle sulla corruzione , sulla evasione fiscale che alimenta la economia criminale e quelle contenute nel disegno di legge depositato in data 15 maggio 2013 contenente le modifiche al codice penale e procedura penale sui delitti contro l’ambiente e l’azione di risarcimento da danno ambientale.

Ma anche nell’ultimo milleproroghe si è dovuto prendere atto della resistenza in atto; difatti si è registrato un ulteriore segnale negativo , speriamo l’ultimo, con il rinvio dell’entrata in vigore del SISTRI, (sistema informativo per tracciare informaticamente le vicende dei rifiuti dalla nascita all’interramento ),  sistema già contemplato dal decreto Ronchi del 2006.

 

 

Nella foto l’ immagine della Conviviale di Roberti ( nostro socio onorario dal 2010) al nostro Club con il magistrato Conzo ed il Presidente Vona in occasione di una proficua sessione su tematiche analoghe.