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Conviviale di marzo sulla Fellowship ” Magna Graecia”

Pubblicato nel 2007 sul sito Rotary 2100 e sul Denaro, nelle pagine dedicate al Rotary International

Il “Salotto Rotariano” a casa del socio Roberto Vona, professore alla Federico II, ha avuto come tema  “I trasporti in Campania : Napoli sarà in pole position ?”

Sul tema il Club ha voluto sentire una voce autorevole, al di sopra delle parti, capace di sgombrare, le sensazioni, tutte napoletane, del disagio che la città vive da troppi anni a causa dei tanti cantieri del centro urbano.

Il Professore Bruno Montella, napoletano doc, ordinario della cattedra di Progettazione dei sistemi di trasporto e Preside della classe di lauree in ingegneria della Federico II, nonché consulente di importanti progetti e autore di oltre 100 pubblicazioni sia a carattere nazionale che internazionale , ha cortesemente risposto all’invito del socio Vona, dedicando parte del suo tempo prezioso ad una informazione di alto profilo intesa anche a soddisfare le tante curiosità dei soci , soffermatesi, naturalmente, sulle criticità, sui tempi ed anche sulle contraddizioni palesi di iniziative come quella della linea tranviaria veloce, meglio nota come LTR.

Il tema dei trasporti ha avuto come focus Napoli ed i suoi territori connessi e naturalmente la Metropolitana “cittadina” più che quella Regionale, gioia e dolore dei napoletani che ne apprezzano, purtroppo, solo a fasi di progetto realizzate, i grandi ed innumerevoli vantaggi, in una città nella quale il trasporto su gomma, non diversamente da quanto accade in altri contesti nazionali, la fa ancora da padrone.

Montella ha da subito snocciolato una serie di numeri impressionanti, tanto da generare angoscia, sulla tendenza della società moderna all’urbanizzazione, sulle polvere sottili dell’inquinamento, sul rapporto tra trasporto su gomma e ferro, trasporto pubblico e privato con i costi “spaventosi” sopportati dalla collettività; insomma ha esploso con dati un quadro generale, che non è solo napoletano ma anche di altri contesti nazionali e mondiali, aggravato nel nostra hinterland dalla densità per Kmq (di circa 2800 unità) seconda solo a Tokio , dall’orografia del territorio fatto di mare e collina e dalla insistenza di grossi agglomerati antichi ( centro storico ) privi di infrastrutture viarie.

Con queste premesse la soluzione ai problemi non poteva non risiedere, per motivi logistici oltre che di natura economica ( rapporto costi/ricavi ), nella realizzazione della rete della Metropolitana Regionale ( progetto che riguarda 4 reti ferroviarie facenti capo a 4 diverse società) e dei nodi di scambio che devono poter configurare, per il problema più complessivo della intera Campania, un 47 insieme di infrastrutture tutte integrate ed integrabili, capaci così di incidere efficacemente sullo spostamento delle persone e delle cose.

Dalla realizzazione della rete dipendono infatti il contenimento dei costi del trasporto sempre più insopportabili per le tasche del cittadino medio e ancor più per tutta la società civile e la rimozione dei forti disagi della mobilità, dramma del secolo e il miglioramento dell’ambiente.

Un po’ di dati può meglio di tutto far intendere il tema e le tappe alle quali si è pervenuti che sono, come è noto, parte del piano strategico sui trasporti in Campania al quale viene data anche dall’Unione Europea una lettura ampiamente positiva sia in termini di progettazione, che di risultati, come pure di capacità realizzativa tanto da averla ammessa, anche per il prossimo periodo del piano strategico dei Por (2007/2013), a sostanziosi finanziamenti.

E veniamo ai numeri: dal 2000 al 2006 sono state realizzate nuove linee su ferro per ben 49 km con 29 nuove stazioni; le linee unite a quelle del trasporto pubblico su gomma hanno consentito una crescita dell’utenza dei mezzi pubblici del 35/40% ed una corrispondente riduzione di oltre 234.000 auto al giorno in tutta la Campania.

Per la metropolitana sono stati realizzati già 13,5 km prossimi a crescere entro il 2009, con l’apertura delle relative stazioni, con il pezzo via Brin-Piazza Municipio collaudato nei giorni scorsi. In sintesi il costo complessivo degli investimenti programmati per tutti i trasporti nel periodo dal 2001 al 2010 è pari a 23.3 miliardi di Euri , circa 45mila miliardi di vecchie lire di cui circa 6 per la metropolitana ( con risorse spese al 2006 di 1,5i) e 7 per la Tav ( speso 1,7al 2006).

Alla domanda se i fondi sono tutti disponibili anche per la restante parte del progetto la risposta è stata solo in parte positiva considerato che per Tav e Metropolitana sono ancora da reperire, rispetto all’investimento complessivo di circa 13 miliardi, ben 8,3 miliardi.

Di fronte a tanto autorevole argomentare ed a tanta progettualità ed alle assicurazioni sui tempi occorsi lo spazio per l’animazione rotariana si è spostato su altri livelli e sulla necessità che ad un progetto di così vasto respiro, che non può e non deve accusare battute di arresto e indugi, deve poter corrispondere una adeguata governance di tutte le componenti burocratiche e politiche, vero nodo delle uniche, discutibili criticità.

Perché se è vero come è vero che il trasporto insieme all’Ict costituisce una leva fondante della società del nuovo millennio non si può accettare l’idea che i ritardi ed i disagi diventino parte della quotidianità per una generazione pur nella speranza di lasciare a quella successiva un mondo migliore.

Dietro ai ritardi ed ai disagi nel frattempo la società civile sopporta costi che non entrano nelle previsioni budgetarie dei singoli progetti ma che incidono direttamente sul potere di acquisto del cittadino napoletano.

Occasioni come questa valgono a trasferire conoscenze utili per tranquillizzare una parte della società in un momento non proprio di grande ottimismo civile e dare una risposta obiettiva alla domanda: “Napoli è in pole position”? Per molti versi si.

Commento postumo

Per quanti non ne hanno memoria, o perché ignorano storie ed incontri di questo nostro Club che per il passato ha propiziato serate di vera cultura e di stimolanti riflessioni, voglio richiamare una delle conclusioni della serata del salotto rotariano che Roberto Vona volle ospitare a casa sua ( nel 2007 ) nel corso della quale ascoltammo con vivo interesse la relazione del Prof. Montella.

Relazione che non potè non stupirci per i dati rassegnati sulle grandi progettualità che hanno interessato l’area metropolitana e la città.

Progetti di elevatissimo contenuto tecnico, di ardite soluzioni per l’attraversamento della città, per la realizzazione di opere che tutte il mondo ci invidia ma che sono anche sotto gli occhi di tutti come un macigno che ha pesato sulla vita di queste generazioni che, da ben 15 anni e più, sopportano il disagio della mobilità nella città divisa in due, spezzata nei percorsi, con lavori rallentati e che non vedono la fine e che vanno ben oltre i tempi previsti nella progettazione.

Sono note le questioni emerse in sede di scavo che hanno portato alla luce monumenti archeologici e reperti di assoluto valore che certamente meritano attenzione e rispetto, per la gestione e soluzione dei quali però abbiamo atteso anni nel conflitto tra le diverse competenze tra cui quelle facenti capo alla Soprintendenza dei beni archeologici.

E , infatti,  alle mia domanda specifica che tendeva a mettere a fuoco i costi di queste attese, non solo per il proseguimento dei lavori ma anche delle varianti soprattutto per i cittadini e per i tempi della vita civile ed imprenditoriale sprecati per l’attraversamento della città, l’interlocutore non potè non fare cenno agli stop determinati dalle competenze dell’altra funzione pubblica intesa a preservare i reperti storici ed archeologici non solo per il loro recupero ma anche per le connesse valorizzazioni.  

Finalità queste sicuramente meritevoli e rispettabili ma che non avrebbero dovuto determinare, cosi come hanno determinato, uno scivolamento dei tempi a danno di una collettività che, per quanto rispettosa dei diritti delle generazioni future di ammirare e di osservare le infrastrutture murarie antiche del porto di Napoli e le navi interrate ed emerse, non può del pari farsi carico con sacrificio della propria tasca ( tempo, trasporti e disagi ) e della tasca pubblica e con danno della propria salute di tutte le voci di costo peraltro non previste nei piani badgettati connesse alla gestione dell’antico.

Questa una delle tanti ragioni delle riforme in generale e della riorganizzazione del Ministero competente, sulle quali naturalmente potrebbe aprirsi un vero dibattito, giacchè l’obiettivo sta nel contemperamento di tutte le esigenze con mediazioni e sacrifici che non possono non prevedere una misura ed una limitazione nei poteri delle diverse funzioni pubbliche sia facenti capo allo stesso Ministero che a più Ministeri.

Alle considerazioni , fuori del tema sostenute della socia rotariana relatrice Gialanella, dirigente dei Beni archeologici, martedi sera, non si sono potute eccepire, solo per garbo e cortesia le diverse opinioni che confliggono con quelle da lei espresse , benvero pur comprensibili, perchè sostenute da una parte della pubblica opinione e delle categorie professionali di riferimento, ma in ogni caso sempre ragioni di una categoria professionale fortemente interessata dal cambiamento, ragioni che nelle sedi rotariane sarebbe bene non argomentare unilateralmente proprio per evitare di incorrere in dinamiche relazionali non consentanee allo spirito rotariano.

Il tema pertinente era quello della valorizzazione della Magna Grecia come idea non nuova ma risalente a ben 25 anni fa, recuperata da Lazzara che ne aveva fatto una ragione dell’omonima Fellowship per troppo tempo messa nel dimenticatoio e solo da poco ripresa come filone e materia da esaltare, sia per il Club ma anche per il distretto.

C’è da dire, ad onor del vero, che il Club negli anni per motivi non chiari, vuoi anche per difetto di comunicazione e mancanza di condivisione su alcune tematiche connesse, non ha saputo esaltare un argomento cosi importante per la vita sociale dei suoi iscritti inteso alla riscoperta di un filone culturale che è proprio delle nostre radici sulle quali occorrerebbe lavorare di più e meglio.

 

UN CENNO ALLA INTERESSANTE SERATA CONVIVIALE.

Parlando poi della serata va anche detto che in momenti così importanti per la vita del Club le assenze di molti soci non appaiono più giustificate e giustificabili, in ogni caso; che la presenza di soci di altri Club può dare una spinta al miglioramento delle relazioni tra Club e tra gli stessi soci ed un contributo alla crescita degli aspetti organizzativi, che, sebbene comportino soluzioni non del tutto gradite ( le code sono state una perdita di tempo enorme che sottraggono spazio alle relazioni ed alle conversazioni e disagi non lievi), vanno però nella direzione di migliorare la gestione del Club.

Di Costanzo ha gestito con equilibrio la sua duplice funzione di voce della Fellowship e del Cycling e di ospite mentre il Presidente Gianni si è ben adoperato per assicurare agli altri due Club una presenza non solo formale ma viva e partecipata, come è nello stile del nostro Club.

Infine un apprezzamento sincero va a tutti i Relatori della serata.

Alla Gialanella che per la informativa sulla storia di Pitecusa e del sito archeologico di Ischia ci ha dato notizie inedite e di grande interesse.

A Mello che ha, come era certamente nelle attese, ben inquadrato il tema della Magna Grecia come momento culturale delle nostre radici che ritrovano nella spiritualità e nella cultura classica il fondamento del nostro essere parte di un mondo di valori che andrebbe recuperato, insegnato, alimentato sistematicamente come insieme di principi che da soli possono aiutarci a diventare migliori, e non solo, e che possono farci sentire portatori di un debito di riconoscenza verso chi ci ha offerto in dono uno straordinario patrimonio artistico, filosofico , scientifico e letterario.

E bene ha fatto Mello ad insistere soprattutto sul tema della spiritualità che è quello del pensiero e della filosofia che hanno avuto nella scuola Ionica ed Eleatica ( nello Ionio e nel Cilento ) i loro epigoni e le migliori espressioni che preludevano all’imminenza dei socratici (in GRECIA e non nella nostra Magna Grecia), spiritualità alla quale le giovani generazioni poco attingono per i vizi della nostra società che non riesce a capire “l’Utilità dell’inutile” come si legge in un libro pubblicato di recente sul valore della cultura classica. L’umanesimo e le relative espressioni sono il discrimine vero, serio e reale tra le diverse società. Mi astengo dal fare esempi. Il mondo anglosassone porta vivo il rincrescimento di non esserne partecipe. E’ stata l’occasione quella offerta da Mello e lo stimolo per riprendere e rispolverare vecchie reminiscenze del liceo a cui non si pensa mai e di cui abbiamo tanto bisogno.

Ma altrettanto bella , veramente stimolante e sentita, è stata la voce del nostro Past President Fabio Mangone che , con pochi cenni storici ed il richiamo ai monumenti che sono espressione di quella civiltà, ci ha fatto capire dove siamo , dove insiste la nostra vita che non si accorge di valori scolpiti nella pietra che sono stati oggetto di reviviscenza in momenti della Storia, i più importanti, e che per la disattenzione di tutti vengono relegati solo ad un consumismo visivo che non è in grado di penetrarne il significato più profondo ed esemplare che ci viene invidiato dal mondo. Gli altri lo sanno meglio e più di noi. Forse potrebbe essere una mission del nostro Club fare di più e sotto la guida esperta di Fabio attivare quel processo internazionale che era nella mente di Giovanni che con lungimiranza ha lasciato al Club un patrimonio vitale di cui dobbiamo sentirci, all’interno dell’associazione mondiale, “proprietari” esclusivi per molte e mille ragioni che è superfluo evocare e rassegnare.

Una per tutte anche la nascita di un club che ha la sua Sede in un spazio di territorio altamente rappresentativo della Magna Grecia: la vecchia Neapolis.

Mi è rimasta l’eco delle citazioni fatte da Fabio e non ricordo tutti i casi citati ; di tanto ho motivo di rammaricarmi giacchè non è la prima volta che dico, e l’ho sempre detto a tutti i Presidenti, che le relazioni importanti e significative con le autorizzazioni di chi le tiene vanno registrate ed appostate sul sito, ove ho fatto dedicare un apposito spazio dedicato, a memoria di tutti e per un riascolto nel futuro.

Anche a beneficio di chi è assente e non meriterebbe il riascolto ammesso che sappia di poterlo fare ricorrendo al sito.

Anche Mauro è stato da par suo, giacchè ci ha fatto capire, se non lo avessimo saputo, che la nostra città è tutto un percorso di diversi momenti della Magna Grecia da riscoprire, da approfondire e da rileggere sempre con visite e percorsi che collegati ai momenti della spiritualità e delle visite monumentali sono in grado di rendere vivo il senso di ciò che si è inteso costruire con la Fellowship Magna Grecia: amicizia attraverso la cultura e con la consapevolezza di essere cittadini fortunati capaci di godere senza spostamenti e con leggerezza  di un patrimonio unico al quale poi Mauro ha aggiunto l’altra grande iniziativa della biblioteca de Girolamini nella quale un tal Vico null’altro faceva che la riscoperta degli antichi e del loro pensiero. Che tutto sia legato da un solo disegno di intenti mi pare ben chiaro e prendo lo spunto da quanto il socio ospite ha detto in chiusura di serata per fermare qui il mio contributo: “Il Rotary finalmente fa anche cultura e non parla solo di autoambulanze. Sono contento della serata e di essere stato presente. Vi ringrazio per l’occasione e mi auguro che questa sia la prima di una lunga serie.”

Federico d’aniello

 

Allego infine, di seguito, il testo del pensiero di Giovanni che la sig.ra Lazzara ha letto a tutti noi che, come  Club abbiamo già avuto modo di ringraziare , in qualità di nostro socio decano e fondatore del Club, con una pergamena che tra le altre citazioni ricordava proprio l’atto fondativo della Fellowship Magna Grecia.

MESSAGGIO DA GIOVANNI LAZZARA

 

Nel 1994, nell’ambito dell’avviamento del nuovo Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo da me  fondato dopo 30ann di appartenenza al Club Napoli,ho creduto opportuno istituire anche il Magna Graecia lnternational Fellowship – la prima associazione internazionale di svago del Rotary nata nell’Europa continentale.Questoper poter seguire la prescrizione per l’internazionalità del Rotary.La felice concomitanza tra l’iniziativa del Club Castel dell’Ovo per estendere per laprima volta l’idealedel Magna Graecia lnternational Fellowship con l’istituzione dei nostri tour-meetings annuali e l’iniziativa del lnternational Rotarian Meeting del Rotary Club Sorrento nel aprile 1994 hareso possibile una stretta collaborazione tra i due clubs che ha permesso di realizzare finalmente un’Azione Internazionale. Così, con i tour-meetings annuali della Magna Graecia Fellowship che duravano 6 o 7 giorni,nel corso di 10 anni, scambiando decine di gagliardetti,abbiamo portato in Magna Graecia ben 500 Rotariani da tutti i continenti, facendo nascere amicizie tra persone di nazionalità diverse che sono tornate in patria contentissime della loro esperienza in Magna Graecia,senza mai ripetere un itinerario e soprattutto senza l’aiuto di nessun’agenzia di viaggio né di guide professionali,ma solo con la collaborazione entusiasta dei Rotariani dell’ Italia meridionale. Con il loro contributo qualificatissimo,abbiamo fatto scoprire la Magna Graecia nei suoi multipli aspetti, archeologici,artistici,architettonici, paesaggistici,eno­gastronomici e musicali. Stasera sono qui presenti il Presidente attuale del Fellowship,Andrea Casale ,che ha guidato una visita memorabile agli Scavi di Oplonti,e Mario Mello che nel lontano 1994 ha messo in risalto l’umanesimo della Magna Graecia in una conferenza indimenticabile per gli ospiti stranieri. Stasera voglio – per il tramite di Jean che ha condiviso con me tutti questi tour-meetings consegnare a Mario un piccolo ricordo di quell’evento.Rimane però da oggi l’esigenza di contattare Rotaria ni stranieri per conservare la caratteristica internaziona le del Fellowship, condizione essenziale richiesta dalRotary. Non potendo,con rammarico, essere presente con Voi a lla riunione di stasera, Vi auguro ogni successo e spero che potete divertirvi com’è nella finalità del nostro Fellowship,(e come mi sono divertito io, portando avanti le attività del Fellowship e facendo apprezza re la nostra antica civiltà ai Rotariani  di tutto il mondo.

Giovanni

  Federico d’aniello