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Al Corpo Forestale dello Stato il premio Siciliano

Napoli – Nel corso della serata di lunedì 23 marzo, il Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo ha consegnato l’annuale premio Pasquale Siciliano, istituito dal Club e destinato ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine che si sono distinti in azioni a tutela della collettività. Azioni molte volte non ampiamente diffuse dai mezzi di comunicazione di massa, che rimangono nel silenzio, ma importanti per il vivere comune.

Con questo premio il Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo non intende consegnare soltanto una targa, ma intende premiare quelle azioni e quegli interventi che rappresentano il lavoro quotidiano e certosino che i rappresentanti delle Forze dell’Ordine compiono ogni giorno per il Paese.

Lo scopo è proprio quello di far conoscere ai cittadini l’importanza dell’impegno profuso da coloro che lavorano al servizio dello Stato, riconoscendone l’impegno ed il senso civico di chi lavora ogni giorno in prima linea per garantire la sicurezza pubblica

Quest’anno il Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo intende esprimere la sua gratitudine e riconoscenza al Corpo Forestale dello Stato: il premio è stato attribuito al Commissario capo Forestale Maggiore Rosa Codella che attualmente è il capo del NIPAF -Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale- presso il Comando Provinciale di Napoli del Corpo Forestale dello Stato.

La motivazione è stata letta nel corso della serata: “Il Maggiore Codella nel corso del 2013 e 2014 si è distinta, nella sua qualità di capo del NIAF, in tutte le indagini di antimafia Ambientale, in collaborazione con la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli evidenziando molteplici traffici nazionali ed internazionali di rifiuti speciali e pericolosi ed evidenziando gli oscuri rapporti che intercorrono tra criminali ambientali associati o affiliati a clan malavitosi, professionisti insospettabili e pezzi della Pubblica Amministrazione.

Il maggiore Codella è stata abile ed acuta nell’attività di investigazione e ricostruzione dei fenomeni malavitosi, non ultimi quelli che, in parte, hanno avuto riguardo con il seppellimento ed il tombamento di rifiuti speciali e pericolosi in Terra dei Fuochi e che hanno evidenziato opachi rapporti tra territorio e clan malavitosi.”

A tutela dell’ambiente – Il Corpo forestale dello Stato è stato istituito nel 1822 ed è una forza di polizia ad ordinamento civile composta, ad oggi, di circa 8.500 unità. Il Corpo è specializzato nella tutela del patrimonio naturale e paesaggistico e nella prevenzione e repressione dei reati in materia ambientale e agroalimentare. L’attività che viene svolta è complessa e coinvolge molteplici ambiti e il suo ruolo affonda le radici in una storia professionale dedicata alla tutela del patrimonio boschivo del paese, che si è evoluta nel tempo fino a comprendere ogni attività di salvaguardia delle risorse agroambientali, del patrimonio faunistico e naturalistico nazionale.

Inoltre, Il Corpo forestale è preposto alla sorveglianza dei Parchi, delle Aree Naturali Protette e delle 130 riserve naturali presenti sul territorio dove svolge progetti di ricerca e conservazione ed attività di educazione ambientale.

Nella “Terra dei Fuochi” – Il Corpo Forestale dello Stato ha svolto un ruolo decisivo nel raggiungimento della verità nelle indagini sulla “Terra dei Fuochi”, svolgendo anche una dettagliata mappatura dei siti nei territori indicati dalla Direttiva interministeriale dello scorso 23 dicembre individuando le aree su cui intervenire.

Un ruolo delicato e vicino ai cittadini, così come dichiarato da Maurizio Patriciello, Parroco del Quartiere Verde a Caivano che, in merito ad un possibile accorpamento del Corpo Forestale dello Stato ad altre Forze dell’Ordine ha scritto sul suo blog su “Il Fatto Quotidiano”: il Corpo forestale, che con il Comandante regionale, il generale Sergio Costa, è stato capace di stabilire un rapporto di collaborazione e di vera amicizia con i comitati, le associazioni, i movimenti. Si sono moltiplicati in questi anni incontri, convegni, riunioni, tavole rotonde. Il Corpo forestale – così come tanti magistrati, tra cui l’indimenticabile Federico Biscegliamorto tragicamente in un incidente stradale all’inizio del mese di marzo, e altre personalità istituzionali -, è stato sempre presente e attento al dramma dell’inquinamento della nostra terra.

Su questo tema è intervenuto anche il generale Costa proprio in questi giorni con una intervista su il “Corriere del Mezzogiorno” nella quale ha voluto sottolineare il ruolo complesso e la competenza con la quale il Corpo Forestale dello Stato è intervenuto e interviene a sostegno delle indagini più difficili in tema di materia ambientale.

 

Lucio Todisco