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La Napoli di de Giovanni nella conversazione con il Rotary

L’anno sociale del Rotary Club Napoli Castel dell’Ovo si è delineato nel segno della riscoperta della lettura e della sua importanza nella vita di tutti i giorni. Dopo la conversazione con i due consoci Dino Falconio e Riccardo Imperiali autori di libri usciti da poco nelle librerie, dopo l’incontro con il Vice-Direttore de “Il Mattino” Federico Monga è il turno dello scrittore Maurizio de Giovanni.

Autore della famosa serie de il Commissario Ricciardi, de Giovanni ha la grande capacità di delineare magistralmente i caratteri di tutti i personaggi dei suoi romanzi. Di ognuno di loro riuscirete a coglierne gli stati d’animo, le passioni e le sofferenze, cosa che vi capiterà, mentre vi avventurerete nel corso della lettura, per gli uomini e le donne sia della fortunata serie di Ricciardi che del commissariato di Pizzofalcone. Non vi troverete di fronte a dei personaggi costruiti, né ad eroi perfetti, ma a persone che potreste ritrovare camminando per strada, vere nelle loro passioni, nelle loro sofferenze, nella loro ricerca di riscatto, di un’altra possibilità da una vita che sembra averli messi all’angolo, dove bene e male si intrecciano, come in uno yin e yang che è poi parte della vita di ciascuno di noi.

Altra protagonista dei suoi libri è Napoli. Come raccontato nella conversazione, de Giovanni ha al suo fianco una fidatissima signora di Sorrento che è una maga del web, e una napoletana bibliotecaria a Roma, che l’aiutano nella ricostruzione della Napoli dei primi anni Trenta in cui si muove il Commissario Ricciardi. Una Napoli che non c’è più, ma che viene rievocata in ogni minimo particolare. Come nel caso della Festa del Carmine del 1932. Oppure come nel caso dell’aneddoto che ha raccontato ai consoci in merito alle serate al San Carlo degli anni ’30.

Nel corso della serata Maurizio de Giovanni ha regalato un momento di grande emozione a tutti gli intervenuti, con la lettura di un brano inedito scritto in occasione del terremoto dell’Aquila e nel quale scrive e racconta dell’esperienza vissuta del terremoto dell’80 che devastò l’Irpinia e colpì anche la città di Napoli. Un lungo applauso ha chiuso la sua lettura.

Pochi riescono a descrivere il capoluogo partenopeo in modo così intenso come de Giovanni. Una Napoli nella quale sono richiamate le passioni, le speranze, le illusioni, le sofferenze e i dolori dei suoi cittadini. Una Napoli così distante, ma così vicina a tutti noi.

Lucio Todisco